La via degli Dei - parte 2


«Esistono due diversi modi per uscire a piedi da una città e lasciarsela alle spalle. Il primo è come venire fuori da una bolla di sapone, che piano piano si allunga, si deforma, pare non volerti lasciare andare e poi invece esplode in una nuvola di gocce e ti accompagna ancora per un bel pezzo con il suo odore di cemento armato. Il secondo è trovare una via di fuga, una porta girevole tra l’urbe e il contado, di solito un parco, una strada secondaria, una pista ciclabile» Wu Min 2


Dunque, dov'eravamo rimasti???
Oh si, perchè questo titolo???
Il nome di questo percorso escursionistico deriva probabilmente dai toponimi di alcuni monti attraversati, fra cui Monte Venere a Monzuno e Monte Luario a Firenzuola (con riferimento alla dea Lua, invocata dai Romani in guerra), che hanno nomi tipici delle divinità pagane...
e quindi degli Dei.... :-)

Ma cos' è questo libro???
"E' una guida per escursionisti, una raccolta di novelle, un diario di bordo, un saggio, un reportage, un inchiesta e chissà cos'altro" sintetizza Wu Ming 2.
E' un inno alla natura.
In una mattina di fine estate, Gerolamo porta i suoi due figli a Parco Talon, distesa di boschi e prati alle orte di Bologna. Seguendo le tracce di un capriolo, i tre finiscono su un sentiero mai visto, di fronte a un cartello che punta verso sud e dice semplicemente: Firenze. Passa un giorno e sul piazzale della stazione, Gerolamo contempla la stele di Trenitalia eretta per celebrare l'apertura della tratta Bologna-Firenze ad Alta Velocità. Nasce così l'idea di scavalcare a piedi l'Appennino, per scoprire il mondo che i nuovi treni attraverseranno in galleria, senza potergli dedicare nemmeno uno sguardo. Come uno strano detective alla rovescia, Gerolamo si mette in strada per scoprire non il colpevole, ma le vittime di un delitto annunciato. Cosa ci si perde, a guadagnare venti minuti di tempo nel percorso tra due città? Cosa non vedono i milioni di italiani che ogni anno passano per questo imbuto del trasporto nazionale, un territorio al servizio di auto ed Eurostar? La risposta, per nulla scontata, arriverà dopo cinque giorni di viaggio a cinque chilometri all'ora.

Da sottolineare, che l'autore ha davvero ripercorso per due volte questo sentiero a piedi. Dormendo in tenda la notte e stando a diretto contatto con la natura che rimaneva. La natura sopravvissuta dopo il deturpamento del paesaggio causato dalla Tav e dalle infrastrutture.

Descritto così può sembrare un libro noioso. Ma tutt'altro. Ieri sera c'è stato un momento davvero suggestivo: la lettura da parte dell'autore di un brano del libro. Con accompagnamento musicale. Emozionante. Perfetta la descrizione del paesaggio, delle piante e del modo in cui queste meraviglie della natura hanno somatizzato il male del progresso.
Ogni tanto vale proprio la pena di fermarsi e riflettere. Di osservare ciò che ci circonda.

Per concludere...
Credo sia importante prestare attenzione alla lettura di questo libro come strumento di denuncia «delle emergenze ambientali che affliggono l'Appennino tra Bologna e Firenze, in particolare quelle legate ai lavori per il treno ad alta velocità». E un «atto d'amore per la natura che viene sottratta agli sguardi dei viaggiatori che percorrono il tratto in treno, quindi fondamentalmente attraverso gallerie».
Purtroppo..le emergenze ambientali non sono circoscritte solo in quella zona..ma questo deve servirci come spunto per riflettere ed assumere maggiore consapevolezza sull'importanza che merita il rispetto per la natura.

«Se non vi piace attraversare i confini, camminare sui crinali e stare nei margini, temo che questo libro non faccia per voi»

Commenti

  1. Blog molto piacevole Taty! Ti seguo! A presto.

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  2. Grazie Napalm..ricambio e ti seguo anche io! ^_^

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  3. Mi attira molto questo libro...dalla tua descrizione è tutt'altro che noioso!!
    Segnato il titolo!
    baci baci

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  4. Grazie Elena, comunque vale davvero la pena di leggerlo!!!!

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